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Molti europei soffrono di insufficienza di vitamina D. Anche nei paesi con molto sole, come la Romania è una realtà. Solo alcuni tipi di alimenti contengono la vitamina D e la sorgente maggiore e´il sole. Secondo il Professore Michael Holick, della Boston University Medical School, tra l´80 ed il 100% della vitamina D necessaria ci viene fornita dal sole. Bastano 30 minuti di esposizione del viso e delle braccia ogni giorno da aprile ad ottobre ( quando i raggi del sole solo più forti) alle medie latitudini per assicurarne un livello adeguato. Attualmente la maggioranza di noi ne ricava troppo poca dalla combinazione sole e cibo.



“La carenza di vitamina D è estremamente comune”, afferma Holick. Uno studio effettuato a Boston ha rivelato che il 32% delle persone nell’ età compresa tre i 18 e 29 anni rivelano questa deficienza alla fine di un inverno tipico.

Recentemente molti studi hanno confermato che un adeguato livello di vitamina D possa ridurre il rischio di cancro interno di più del 30%. L’ insufficienza e´stata anche trovata nei casi di diabete, sclerosi multipla, problema alle coronarie, mentre un livello troppo alto di vitamina D può dar adito ad un fenomeno di calcificazione.

In molte parti d’ Europa la carenza di vitamina D nella pelle e´generata dal fatto che le radiazioni solari contengono deboli raggi ultravioletti. Anche in estate, questa insufficienza può manifestarsi in persone che svolgono un’attività all’interiore e non hanno il tempo o l’opportunità di esporsi moderatamente ai raggi solari.
Il professore Johan Moan dell’Universita Radium di Oslo afferma: “ ideale sarebbe che le persone si esponessero 10 minuti al sole di mezzogiorno in quei mesi quando i raggi ultravioletti sono più intensi “, il professore Moans prosegue asserendo che :” il fatto stesso che la gente che vive in prossimità dell’ equatore abbia una pelle più scura rispetto a coloro che vivono a latitudini più a nord dimostra che la natura stessa ci dice che gli esseri umani necessitano di una certa quantità di radiazioni solari”. 

In altre parole, bisogna uscire quando arriva la primavera, ma il Professore Moan aggiunge un avvertimento:” una sovraesposizione ai raggi solari potrebbe aumentare il rischio di cancro alla pelle, il rischio di scottature deve essere evitato sempre”: Poiché la conversione di vitamina D avviene dopo qualche tempo: “ l´approccio migliore è l´esporsi brevemente ma frequentemente”. Una integrazione di vitamina D può essere un’opzione però troppa vitamina D potrebbe danneggiare il cuore, polmoni e reni, questo e´il motivo per cui le Autorità Sanitarie hanno fissato il limite massimo a 400IU giornalieri.
Il livello ottimale però resta ancora sconosciuto.



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